Storia di Licata

Immaginate una città antica, misteriosa, fondata dagli esuli della guerra di Troia. Finziade è questo: una leggenda, un mistero archeologico che emerge dal passato di Licata. Le fonti storiche ci parlano di una polis greca costruita intorno al 282 a.C. dal tiranno Fintia di Agrigento, da cui prende il nome. Ma dov’era esattamente? La sua collocazione rimane incerta, forse nascosta sotto strati di terra e tempo, come un segreto che la storia non vuole rivelare. Gli scavi archeologici sono ancora in corso, e forse un giorno ci sveleranno i segreti di questa città scomparsa, raccontandoci storie di un’epoca in cui la Sicilia era un crocevia di civiltà. Nel 2024 sono ripresi gli scavi nei pressi del forte Sant'Angelo

La "Dilettissima"

Nel cuore del Medioevo, Federico II di Svevia, l'imperatore illuminato e potente, guardava alla Sicilia come a una perla del suo vasto impero. Licata, con la sua posizione strategica e il suo spirito fiero, catturò l'attenzione del sovrano che nel 1234 le conferì un titolo speciale: “Dilettissima”. Questo riconoscimento elevava Licata al rango di città demaniale, una delle 23 che godevano di privilegi diretti sotto la corona. Federico II vedeva Licata come una gemma preziosa, un luogo degno della sua protezione e cura. Essere chiamata "Dilettissima" non era solo un titolo, ma un segno d'amore e rispetto, che testimoniava l'importanza che Licata ricopriva nell'impero svevo. Attraverso questo riconoscimento, Federico II tracciava un futuro di autonomia e centralità per la città, legandola per sempre alla sua storia..

Stagnone Pontillo

Nel sottosuolo di Licata si nascondono segreti che pochi conoscono: la Grangela e i Tholos sono tra questi. La Grangela è un’opera idraulica straordinaria, scavata nella roccia dai Greci per rifornire la città d’acqua. Un vero capolavoro di ingegneria antica, che ci lascia stupiti per la sua complessità e precisione. I Tholos, invece, sono strutture funerarie, piccole cupole sotterranee che risalgono all’età preistorica, testimoniando la presenza di antiche civiltà già in epoche remote. Camminare su questi luoghi significa fare un salto indietro nel tempo, in un mondo sotterraneo fatto di storie e di misteri.

L’architettura di Licata ha un fascino tutto particolare, grazie alle ville Liberty che decorano le sue strade. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, la città visse un periodo di grande sviluppo, e con esso arrivò anche il gusto per lo stile Liberty, elegante e sinuoso. Molte di queste ville furono progettate da Ernesto Basile, uno degli architetti più influenti del periodo, che seppe fondere tradizione e modernità in un linguaggio architettonico unico. Passeggiare per Licata oggi significa immergersi in un’atmosfera d’altri tempi, tra edifici che parlano di un’epoca di splendore e innovazione.

Ville Liberty ed Ernesto Basile
Forte Sant'Angelo

Il Forte Sant’Angelo è una delle attrazioni più iconiche di Licata, una maestosa struttura che domina la città dall'alto della sua collina. Risalente all'epoca spagnola, questo forte storico rappresenta un affascinante esempio di architettura militare del passato. I visitatori possono esplorare le sue imponenti mura, ammirare i panorami mozzafiato sulla città e il mare, e immergersi nella storia attraverso le numerose leggende e racconti che ruotano attorno a questo luogo. Perfetto per gli appassionati di storia e per chi cerca una vista suggestiva, il Forte Sant’Angelo è una tappa imperdibile durante un soggiorno a Licata.

Si tratta effettivamente di un'importante area archeologica di Licata, anche se non è molto conosciuta. Lo Stagnone Pontillo è un ipogeo risalente all'età del Bronzo, utilizzato in origine come luogo di culto e necropoli, e successivamente trasformato in una cisterna durante la dominazione araba. Questo sito è caratterizzato da ambienti scavati nella roccia, con colonne di sostegno e aperture sul soffitto per la ventilazione. La sua funzione idraulica è testimoniata dalla sua integrazione con altri elementi del sistema idrico di Licata, come la Grangela e il pozzo Gradiglia. Nei pressi dello stagnone Pontillo esiste il meno conosciuto stagnone Cataldo.

Grangela e Tholos
Finziade
Torre San Nicola

La Torre San Nicola è un’antica torre di avvistamento che sorge lungo la costa di Licata. Costruita per proteggere la città dagli attacchi dei pirati, oggi è un simbolo storico che testimonia l’importanza strategica di questo tratto di mare. Circondata da uno scenario naturale affascinante, la torre offre una vista panoramica eccezionale, con il mare cristallino da un lato e le colline dall'altro. Perfetta per una passeggiata rilassante, la Torre San Nicola è anche un luogo ideale per gli appassionati di fotografia, grazie ai suoi tramonti spettacolari.

Sbarco degli Americani

Nel luglio del 1943, Licata fu uno dei primi luoghi della Sicilia a vedere lo sbarco degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Immaginate lo scenario: l’alba del 10 luglio, le spiagge della città che si riempiono di truppe americane, i soldati che avanzano, i cittadini che osservano increduli l’inizio di una nuova fase storica. Lo sbarco a Licata fu fondamentale per l’avanzata degli Alleati nel Sud Italia e contribuì alla liberazione del paese dall’occupazione nazifascista. È un momento che ha cambiato per sempre il destino della città, che da quel giorno entrò a far parte della storia della liberazione europea.

Un tempo maestoso baluardo a difesa della città, Castel San Giacomo sorgeva a picco sul mare, scrutando l'orizzonte per avvistare le navi nemiche. Costruito nel XVI secolo su ordine di Carlo V, aveva il compito di proteggere Licata dalle incursioni dei pirati e dalle minacce che arrivavano dal Mediterraneo. Tuttavia, il destino del castello non fu glorioso. Oggi, purtroppo, di quella grandiosa struttura rimangono solo poche tracce, sparute rovine che raccontano una storia di grandezza perduta

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Castel San Giacomo
L' aquila sveva

L’aquila sveva di Licata, che campeggia fiera nello stemma della città, è il simbolo dell’epoca in cui l’impero svevo dominava la Sicilia. Federico II di Svevia, uno degli imperatori più illuminati e affascinanti della storia, si legò con Licata nel XIII secolo, quando la città divenne uno dei punti di difesa strategici del suo impero. Immaginate le battaglie, le fortificazioni e la tensione politica dell’epoca: l’aquila che sorveglia dall’alto è un potente ricordo di quell’epoca gloriosa.

"Di argento all'aquila, di nero al volo abbassato caricata in petto d'uno scudo d'azzurro al castello torricellato di quattro pezzi d'oro e finestrato di nero sorgente dalla campagna di azzurro,ondata di nero e di argento. Corna murale della città."

Lo stemma è una scultura lignea raffigurante l'“aquila sveva” (da alcuni erroneamente confusa con l'“aquila aragonese”). Essa rappresentava l'emblema della potenza imperiale e veniva riconosciuta come distintivo d'onore delle città demaniali fedeli a Federico II di Svevia.

La rocca merlata, circondata dal mare, dalla quale si alzano quattro torri dorate di diversa fattura e altezza (il regio castello a mare di San Giacomo, il castel Nuovo, il bastione armato di Mangiacasale e la torre Gioietta), rappresenta la città stessa delimitata da due distinti rami del fiume Salso che le conferivano la forma di un'isola.