Chiesa di Sant'Angelo Martire

La Chiesa di Sant’Angelo Martire, le cui origini risalgono al XII secolo, già dedicata ai Santi Apostoli Filippo e Giacomo il Minore, antichi patroni della città, è il più importante edificio religioso di Licata per il culto al Santo Patrono. La primitiva chiesa è stata testimone del martirio di Sant’Angelo, sacerdote dell’Ordine dei Carmelitani, avvenuto il 5 maggio 1220, mentre predicava dal pulpito posto fuori della stessa chiesa per consentire ai numerosi fedeli ivi accorsi di ascoltare la Parola di Dio da lui proclamata. Sepolto nello stesso luogo del martirio, Sant’Angelo ricevette presto un culto pubblico, diffuso dai Carmelitani nelle varie parti del mondo dove erano presenti. Nel 1223 il corpo del Santo Martire venne prelevato dal sepolcro e deposto in un’urna lignea per meglio essere venerato. Il luogo del martirio e della sepoltura, da cui in seguito sgorgarono acqua ed olio miracolosi, divenne presto meta di pellegrinaggi di numerosi devoti. Il 7 agosto 1486 le reliquie del Santo Martire vennero traslate in un’urna argentea, di piccole dimensioni, finché il 5 maggio 1623 vennero traslate nell’attuale urna argentea, più grande e più ricca della precedente, opera dell’argentiere Lucio de Anizi. Nel 1564 il Vescovo di Girgenti, Rodolfo Pio da Carpi, fece costruire nello stesso luogo una chiesa dedicata al Santo Martire Angelo. Nel 1625, in seguito alla liberazione della città dalla peste per intercessione del Santo Martire Angelo, avvenuta nel giugno di quell’anno, i Giurati ed il popolo di Licata decisero di costruire una nuova chiesa al Santo Martire e di trasferirne la festa dal 5 maggio al 16 agosto. Dal 1850 le feste in onore del Santo Martire ritornarono ad essere celebrate, quella principale il 5 maggio, giorno del martirio, e quella secondaria il 16 agosto, a ricordo della liberazione della città dalla peste. Dal 1626 al 1662 venne costruita l’attuale chiesa in onore del Santo Martire ed al termine dei lavori venne trasportata l’urna argentea del Santo dalla vecchia alla nuova chiesa e collocata nella cappella a lui dedicata e protetta da un’artistica cancellata in ferro battuto. Nel 1673 venne realizzato il pozzo marmoreo del Santo, dal maestro Giovanni Romano, per dare maggiore dignità al primitivo luogo del martirio e della sepoltura di Sant’Angelo. Nel 1733 venne consacrata la chiesa dal Urna argentea di Sant’Angelo Martire. La chiesa, i cui lavorò Francesco Bonamici di Malta e poi dall’arch. Angelo Italia di Licata, ha un impianto basilicale alle navate con cupola su tamburo quadrangolare, quest’ultima ricostruita subito dopo il crollo avvenuto nel 1847. Il prospetto della chiesa rimase incompiuto a causa dell’interruzione dei lavori. All’interno sono custodite opere d’arte di pregio che vanno dal tesoro del Santo alle diverse tele e simulacri lignei (XVII-XIX secolo). All’ingresso della chiesa, a destra ed a sinistra, sono collocati un sarcofago del XVI secolo ed altri monumenti funerari del XVIII secolo, mentre due epigrafi marmoree ricordano la traslazione delle reliquie del Santo nel 1623 e la liberazione della città dalla peste nel 1625. Un posto importante occupa il sepolcro del Servo di Dio padre Sebastiano Siracusa, primo priore del convento adiacente. Interessanti i quattro ceri lignei del XIX secolo, alti 4,50 m circa, recentemente restaurati, che vengono portati in processione il 5 maggio, insieme all’urna argentea del Santo, nel giorno in cui si fa memoria del martirio.